QUALCOSA DA LEGGERE

PER CHI AMA LEGGERE

Sempre nel posto sbagliato. E.W. Said (2000), Feltrinelli.

“A volte mi sembra di essere un ammasso di correnti in flusso continuo. Preferisco quest’immagine all’idea di un Io solido, di una identità fissa alla quale, pure, la gente attibuisce tanta importanza  […] Date le tante dissonanze della mia vita, ho imparato a preferire la diversità e lo spaesamento.”

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte. Mark Haddon. (2003) Einaudi

Christopher ha 15 anni e un rapporto molto problematico con il mondo, soffre della sindrome di Asperger: capisce tutto di matematica e pochissimo degli esseri umani. Christopher non è mai andato al di là del negozio dietro l’angolo, ma quando scopre il cadavere di Wellington, il cane della vicina trafitto da un forcone, capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere. E inizia così un viaggio straordinario che gli cambierà la vita.

Biografia di un figlio cambiato. Andrea Camilleri (2001), Rizzoli.

“Ho voluto raccontare la biografia di Pirandello da un angolo visuale molto personale, incentrato soprattutto sul rapporto tra lo scrittore e il padre Stefano. Il loro fu un rapporto molto drammatico. A un certo momento Pirandello definì il padre – l’uomo di cui solo anagraficamente porto il nome”.

Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari. Fabio Geda 2010. B.C. Dalai

Il diciottesimo giorno ho visto delle persone sedute…Erano sedute per sempre. Erano congelate. Erano morte. Erano lì da chissà quanto tempo. Tutti gli altri sono sfilati di fianco, in silenzio. Io, a uno, ho rubato le scarpe, perché le mie erano distrutte e le dite dei piedi erano diventate viola e non sentivo più nulla, nemmeno se le battevo con una pietra. Gli ho tolto le scarpe e me le sono provate. Mi andavano bene. Erano molto meglio delle mie. Ho fatto un cenno con la mano per ringraziarlo. Ogni tanto lo sogno.

La cura di Schopenhauer. Yalom Irvin D. (2005), Neri Pozza.

“Ma come trascorrere quest’anno? Una cosa l’aveva decisa: non trasformare quell’anno buono in uno cattivo rammaricandosi del fatto che si trattava di un anno soltanto”.

Veronika decide di morire. Paulo Coelho. 1999. Bompiani.

“Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali”. Veronica ha 24 anni e l’11 Novembre del 1997 capisce di non voler più vivere; dopo aver assunto una forte dose di sonniferi, salvata per caso, si risveglia tra le mure di un ospedale psichiatrico dove scopre un universo di cui non sospettava l’esistenza. Grazie anche ai colloqui con il dottor Igor, Veronika spalanca le porte di un nuovo mondo che, attraversato con la consapevolezza della morte, la spinge, sorprendentemente, alla consapevolezza della vita.

Dovunque tu vada, ci sei già. Jon Kabat Zinn (1999), TEA.

Quando siamo presi dal vortice degli impegni, quando abbiamo la sensazione di non essere padroni di noi stessi e non riusciamo più a goderci le cose belle della vita, allora è il momento di fermarsi un istante e riconquistare quell’unico momento della nostra esistenza di cui disponiamo per vivere, crescere, sentire, amare, gioire: il presente.

L’eleganza del riccio. Muriel Barbery 2008 Edizioni e/o.

A Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia, dalla sua guardiola la sciatta e scorbutica Reneè, assiste allo scorrere di questa vita lussuoso; la teledipendente portinaia in realtà è una coltissima autodidatta che adora l’arte, la filosofia, la musica e la cultura giapponese. Palma invece, geniale dodicenne figlia di un ministro, ha deciso di farla finita il giorno del suo tredicesimo compleanno. Due personaggi in incognito, diversi, eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che si incontreranno grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà mascherare Reneè e il suo antico, doloroso segreto.

Il peso della farfalla. Erri De Luca (2009), Feltrinelli.

«Andò a posarsi lì una farfalla bianca. La scacciò con una mossa lieve, per toglierla senza toccarla. Il suo volo spezzettato, ad angoli, era l’opposto della palla di piombo caricata nel buio della canna lucente, con la sua linea dritta al bersaglio grosso. Una farfalla sopra un fucile lo prende in giro. La sua mira è derisa dal volo spezzettato che dovunque cade, porta con sé il centro raggiunto. Dove si posa la farfalla, è il centro. L’uomo la scostò con una mossa lenta e un soffio di vita».

Come smettere di farsi seghe mentali e godersi la vita. Giulio Cesare Giacobbe. 2005. Ponte alle Grazie.

“Dicesi sega mentale il pensare a cose che non hanno attinenza con la realtà”. La realtà è il nostro corpo e l’ambiente fisico che ci circonda: le persone normali sanno benissimo che le cose stanno così. I nevrotici (isterici, nevrastenici, ansiosi, depressi, schizoidi, paranoidi, ecc.), ossia tutti gli altri, sono irrecuperabilmente convinti che la realtà stia dentro la loro testa. C’è di che spararsi. E infatti molti lo fanno. Ma questo non basta a pareggiare le due categorie. I nevrotici, purtroppo, sono sempre la stragrande maggioranza.

Le lacrime di Nietzsche. Yalom Irvin D. (2006), Neri Pozza.

“Se dovessi rivivere la tua vita eternamente, giorno per giorno, sempre la stessa, saresti felice? Se la risposta è no, significa che devi cambiare, devi lasciarti alle spalle la tua “vita non vissuta” e lottare per prendere il controllo del tuo destino, il che è terribile e meraviglioso.”