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Marsha Linehan e l’approccio dialettico per affrontare i propri demoni

Fonte: State of Mind   28 mar 2012 autore: Michela Muggeo

www.staofmind.it

Sei una di noi? 

Il paziente lo voleva sapere e Marsha Linehan, all’età di 68 anni, famosa per la sua Terapia Dialettico-Comportamentale per il trattamento del Disturbo di personalità Borderline, ha avuto la risposta pronta:

-“Se ne ho sofferto?”

-“No, Marsha. Intendo dire se sei una di noi. Come noi. Perché se tu lo fossi, daresti a tutti noi una grande speranza”

-“That did it”.

Così la famosa terapeuta e ricercatrice americana ha svelato la sua storia in pubblico lo scorso Dicembre di fronte a un’audience di amici, familiari e dottori, presso l’Institute of Living, dove lei stessa era stata ricoverata e trattata per la prima volta all’età di 17 anni per estremo ritiro sociale (articolo completo sul New York Times, clicca qui)…….Continua la lettaura sul State of Mind

 

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità

Che cos’è

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è un disturbo di personalità caratterizzato da: preoccupazione per l’ordine e per le regole, perfezionismo, difficoltà a portare a termine i propri compiti, riluttanza a delegare ed a cooperare, rigidità su questioni di etica e di moralità, difficoltà a manifestare le proprie emozioni, bisogno di controllo nel lavoro e nelle relazioni interpersonali. Frequentemente i pazienti giungono all’osservazione di un terapeuta manifestando specifiche difficoltà e peculiari sintomi quali, ad esempio: stati d’ansia, depressione o disturbi dell’adattamento. Tipicamente questi soggetti presentano anche problemi di natura familiare, poiché i familiari (es. il coniuge, figli) si lamentano spesso del forte disagio che provano a causa del perfezionismo e dell’inflessibilità alle regole delle persone con questo disturbo. Questi pazienti possono soffrire anche di disturbo ossessivo-compulsivo anche se le due entità sono distinte. La personalità ossessivo-compulsiva è, inoltre, tra quelle più frequenti nei disturbi alimentari, in particolare nell’anoressia. Tale patologia colpisce circa il 3-10% della popolazione, più frequentemente di sesso maschile. L’esordio avviene in adolescenza o nella prima età adulta.

Come si manifesta

Il disturbo ossessivo compulsivo di personalità è caratterizzato dai seguenti elementi.

Attenzione per i dettagli, le regole, l’ordine, l’organizzazione o gli schemi, al punto che va perduto lo scopo principale dell’attività.

La vita quotidiana tende ad essere rigidamente organizzata e spesso si ricorre all’elaborazione di schemi, liste e programmi per lo svolgimento di un compito.

Perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti (per es. il soggetto è incapace di completare un progetto perché non risultano soddisfatti gli standard prefissati), aspettative di estrema efficienza e intolleranza rispetto ai fallimenti propri e altrui.

Eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività fino all’esclusione delle attività di svago e delle amicizie.

Esagerata coscienziosità in tema di moralità, etica o valori, e rigida adesione alle convenzioni sociali.

Inflessibilità e testardaggine. Chi soffre di un disturbo ossessivo compulsivo di personalità, applica in modo rigido i principi e le regole in cui crede.

Difficoltà a gettare via oggetti consumati o di nessun valore, anche quando non hanno alcun significato affettivo

Riluttanza a delegare compiti o a lavorare con altri, a meno che non si sottomettano esattamente al proprio modo di fare le cose.

Modalità di spesa improntata all’avarizia: il denaro è visto come qualcosa da accumulare in vista di catastrofi future.

Il comportamento interpersonale è educato e corretto, ma spesso improntato ad una rigida formalità. Chi ha un disturbo ossessivo compulsivo di personalità, è spesso, nei confronti degli altri, giudicante, controllante e punitivo, e in relazione a persone percepite come autorevoli tende a porsi in modo compiacente e fintamente ossequioso.

Da un punto di vista emotivo, è presente una notevole difficoltà ad esprimere i propri stati d’animo e a manifestare emozioni di calore e premura verso gli altri. Le emozioni maggiormente sperimentate sono: l’ansia, relativa all’eventualità che si verifichino catastrofi future; la paura di essere disapprovati e giudicati negativamente; la rabbia verso gli altri, legata all’impossibilità, soggettivamente percepita, di comunicare i propri bisogni emotivi e desideri.

Cause

Fattori ereditari possono svolgere un ruolo rilevante nella strutturazione del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità; allo stesso modo, un temperamento ansioso può notevolmente incidere su tale sindrome. Un peso importante può essere assunto, inoltre, da alcune caratteristiche presenti nei genitori di questi pazienti come ad esempio: poca spontaneità ed espressività emotiva dei genitori; eccessiva indulgenza, durante i primi anni di vita del figlio ed elevati standard morali, richieste irrealistiche di maturità e responsabilità negli anni successivi; inibizione dell’espressione delle emozioni ed il contatto con esse; ipercontrollo ed eccessive richieste di vivere secondo le aspettative dei genitori; uso di punizioni quando il bambino fuoriesce dagli standard prefissati; desiderio di rendere il figlio autonomo ed attivo, unitamente ad uno scarso sostegno nell’esplorazione del mondo esterno. Conseguenze

I pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo di personalità presentano una rilevante compromissione della vita lavorativa, relazionale ed affettiva.

Il trattamento

Il trattamento cognitivo-comportamentale a medio-lungo termine può avere una certa efficacia, la terapia cognititivo- comportametale si pone l’obiettivo ultimo di alleviare le sofferenze del paziente, raggiungendo quei cambiamenti necessari a consentirgli di vivere una vita più serena ed appagante. Nello specifico, i fondamentali obiettivi che ci si prefigge di raggiungere con il paziente sono:

* favorire la consapevolezza e l’accettazione dei propri stati d’animo e delle proprie emozioni;

* ridurre gli stati negativi di abbattimento, irritabilità, ansia, ecc.;

* diminuire la tendenza ad evitare situazioni che sono al di fuori della routine quotidiana;

* apprendere strategie efficaci per la gestione delle situazioni problematiche;

* favorire la flessibilità su questioni di moralità ed etica;

* abbassare standard di prestazione eccessivamente elevati;

* aumentare la capacità di rilassarsi in attività di svago;

* sviluppare l’abilità di instaurare relazioni più rilassate, informali, ed intime;

* abbandonare condotte compiacenti da una parte, dominanti dall’altra.

Dott.ssa Francesca La Lama

Cosa sono i disturbi di personalità

Autore: Dott.ssa Francesca La Lama

Cosa sono i disturbi di personalità

Ogni persona ha ha una propria personalità; tratti e modi caratteristici che contraddistinguono ognuno nel modo di pensare, di comportarsi , di mettersi in relazione con gli altri, di trovare soluzione ai problemi e di dare significato agli eventi della propria vita e al mondo circostante. La personalità è quindi l’ insieme dei componenti distintivi con cui noi ci definiamo ai nostri stessi occhi e agli altri. E’ quella cosa che ci fa dire: “Sono fatto così”, “E’ il mio carattere”. I tratti della personalità diventano un disturbo della personalità quando i modi di pensare e di agire diventano estremi, rigidi, inflessibili e disadattati. Il modello di esperienza interiore e di comportamento non è mutabile dalle esperienze della vita e viene applicato quasi senza distinzioni nelle più diverse situazioni. I disturbi di personalità si presentano fin dall’adolescenza o nella prima età adulta e i pensieri e i comportamenti diventano sempre più radicati nell’età adulta.; sono stabili nel tempo e determinano disagio e gravi sofferenze alla persona stessa o agli altri. Questi disturbi possono essere caratterizzati da reazioni emotive agli eventi della vita eccessive e drammatiche, da instabilità delle relazioni affettive, da incapacità a perseguire uno scopo o un interesse o di mantenere un’attività lavorativa. Sembra che vi siano diverse cause legate ai differenti tipi di disturbi di personalità. Tuttavia, come per la maggior parte delle malattie mentali, le cause sembra siano una combinazione complessa di fattori genetici e biochimici, e di fattori individuali, familiari e ambientali. Esiste una molteplicità di disturbi della personalità. Ciascuno di essi si riflette in modelli di comportamento pervasivi, il che significa che certi comportamenti e pensieri si manifestano in quasi tutti gli aspetti della vita.

Secondo la quarta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder (DSM IV), vi sono tre gruppi principali in cui si possono classificare i disturbi di personalità:

Gruppo A caratterizzato da comportamenti considerati “strani” o “paranoici” e dalla tendenza del soggetto all’isolamento e alla diffidenza.

* Disturbo paranoide di personalità

* Disturbo schizoide di personalità

* Disturbo schizotipico di personalità

Gruppo B caratterizzato da comportamenti “emotivi” o “drammatici”, oltre che da mancanza di empatia e altruismo da parte del soggetto.

* Disturbo antisociale di personalità

* Disturbo borderline di personalità

* Disturbo narcisistico di personalità

Gruppo C caratterizzato da comportamenti “ansiosi” o “paurosi” e da una bassa autostima del soggetto.

* Disturbo evitante di personalità

* Disturbo dipendente di personalità

* Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità