ANSIA

DISTURBI D’ANSIA

Uno stato d’ansia si caratterizza essenzialmente per  la presenza di una condizione di affanno, di preoccupazione e di inquietudine più o meno costante e continuativa nel tempo con episodi ricorrenti di forte ansia. L’ansia può essere correlata ad un senso di insicurezza, che impedisce alla persona di scegliere un indirizzo di studio, una strada professionale, il partner, le amicizie, a volte la persona è incerta nel decidere sia gli obiettivi da perseguire che la strada da intraprendere. La mente in questo caso è assillata in ogni momento da tutto ciò che comporta una scelta, si vive con la ha paura di sbagliare o si vive con il rimpianto di aver sbagliato in passato. L’ansia si può altrimenti scatenare quando la persona affronta una separazione (dai genitori, dal fidanzato,da un legame amicale) o un lutto.

Tuttavia, l’ansia di per sé, non è un fenomeno anormale, si tratta di un’emozione di base che comporta uno stato di attivazione dell’organismo che si attiva quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa, una minaccia; inoltre è un’emozione prettamente umana: per determinarla è infatti necessario un sé autobiografico che genera la coscienza stessa, la percezione di unicità e estensione nel tempo del proprio percorso vitale (Damasio, 2000). L’emozione di base con la quale è in relazione l’ansia è la paura, entrambe le emozioni guardano al futuro in modo catastrofico (il loro substrato chimico comune è l’adrenalina).

La paura è una attivazione circoscritta ad un oggetto specifico ed è episodica; cessa quando l’oggetto spaventante si allontana

La minaccia è un’ attivazione più vasta, tocca i nuclei centrali del sé (come la sopravvivenza); anche in questo caso, cessa quando l’oggetto minaccioso si allontana.

Nell’ansia il disagio è più prolungato, la fonte è meno evidente ed è legata ad oggetti scatenanti più remoti; l’esordio e il termine sono meno netti; si configura spesso con un’ aumentata attivazione fisiologica ed un’ aumentata vigilanza. L’ansia rappresenta l’energia vitale che vuole venire a contatto con la nostra consapevolezza, normalmente funge da richiamo per la nostra attenzione, ci mette sul “chi va la” nelle situazioni di pericolo, ci orienta e ci stimola a realizzare obbiettivi a volte indispensabili per la vita stessa. Non c’è da stupirsi quindi che accompagni l’uomo da sempre sin dall’età della pietra (a quei tempi era certamente un’ansia naturale, positiva, che serviva da campanello d’allarme in un ambiente carico di minacce). Quando però questo meccanismo continua a persistere anche dopo la fine di eventi potenzialmente ansiogeni, si parla di un’ansia patologica caratterizzata da uno stato permanente di tensione che compromette le capacità operative e di giudizio.

L’ansia è vantaggiosa perché induce a pianificare e affrontare il futuro (attività di problem-solving), diventa tuttavia svantaggiosa e non utile quando lo scenario futuro che ci preoccupa è poco modificabile e pensare e ripensare agli eventi possibili (rimuginio) distoglie preziose risorse ad un’organizzazione efficace del presente; inoltre, spesso le reazioni fisiologiche (ad esempio palpitazioni, vertigini, nausea, aumento della sudorazione e aumento della frequenza respiratoria, tremori…) connesse agli stati d’ansia, sono controproducenti così come le strategie utilizzate per gestire tali reazioni fisiche. In generale le modalità con cui la persona ansiosa reagisce all’incertezza sono (oltre al rimuginio che è affianca entrambe le alternative):

L’EVITAMENTO

L’IPERCONTROLLO

Entrambi sono però controproducenti perchè limitano la nostra vita (evitamento) e ci fanno vivere con fatica (ipercontrollo).

Quindi quando l’attivazione del sistema di ansia è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, e le conseguenze comportamentali cognitive ed emotive limitano eccessivamente la nostra vita siamo di fronte ad un Disturbo d’ansia, che può complicare la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le più comuni situazioni; in questi casi è utile intervenire con una psicoterapia.

Le principali categorie nei  disturbi d’ansia sono:

fobie (fobie specifiche e fobia sociale)

disturbo di panico (con e senza agorafobia)

disturbo d’ansia generalizzato,

disturbo ossessivo-compulsivo,

disturbo post-traumatico da stress e disturbo acuto da stress.

Accade di frequente che una persona che soffre di un disturbo d’ansia manifesti anche sintomi considerati parte di un altro disturbo d’ansia; in questo caso si parla di comorbilità. Ciò dipende da due fattori: innanzitutto dal fatto che i sintomi che rientrano in questa categoria di disturbi non sono completamente specifici, per esempio i segni somatici dell’ansia (sudorazione, battito cardiaco accelerato ecc.) sono comuni sia al disturbo di panico, sia a quello d’ansia generalizzato che al disturbo post-traumatico da stress. In secondo luogo, le teorie correnti circa l’origine dei disturbi d’ansia sono applicabili a più di un disturbo.

 Firenze 8 01 2011

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...