Dislessia, un problema di «rumore»?

Gli adulti dislessici hanno difficoltà a “escludere” i rumori di fondo non significativi e discernere le informazioni importanti

imagesMILANO – La dislessia e i suoi sintomi potrebbero essere almeno in parte dovuti all’incapacità di escludere le informazioni di poco conto, il “rumore di fondo”: questo di fatto impedirebbe al dislessico di concentrarsi davvero e potrebbe provocare le difficoltà di lettura. L’ipotesi arriva da una ricerca pubblicata su PLoS One da ricercatori dell’università della California.

STUDIO – La psicologa Rachel Beattie ha coinvolto 37 studenti, per metà dislessici, e li ha sottoposti a test di riconoscimento di lettere e parole in presenza e in assenza di un rumore di fondo accentuato. La Beattie spiega: «La dislessia è un disturbo che colpisce fino al 17 per cento della popolazione, caratterizzato da una difficoltà di riconoscimento delle parole e della fonetica delle parole stesse. Non esiste però un deficit neurologico riconosciuto alla base del problema: a lungo si è pensato che ci dovesse essere un disturbo a livello della corteccia visiva o uditiva, ma solo una esigua minoranza di dislessici presenta difetti evidenti in queste aree. Un’ipotesi plausibile per la genesi della dislessia è anche la cosiddetta “esclusione del rumore esterno”: siamo continuamente bombardati da informazioni provenienti dall’esterno, chi non ha la dislessia riesce a filtrare ciò che è importante in ogni momento ma chi è dislessico, secondo questa ipotesi, si “distrae” e non riesce a escludere le informazioni irrilevanti. Di conseguenza, non riesce a riconoscere e processare nel modo giusto lettere e suoni, da cui le difficoltà di lettura».

indexDISTRAZIONE – I dati raccolti sui volontari sembrano dare ragione all’ipotesi: la “performance” dei dislessici è stata analoga a quella dei non dislessici quando non c’era un rumore di fondo a disturbare, ma è stata significativamente peggiore quando qualcosa poteva distrarre durante il compito. «L’incapacità di filtrare le informazioni porta a creare rappresentazioni inaccurate di parole e fonemi, e quindi alle difficoltà di lettura», spiega la psicologa, secondo cui gli effetti del mancato “filtro” si esercitano sia sulle performance visive che su quelle uditive: i dislessici, infatti, hanno spesso analoghe difficoltà di comprensione del parlato se intorno c’è rumore. Lo studio è stato svolto su adulti, per cui la ricercatrice si chiede se non sia magari possibile insegnare ai bambini dislessici come escludere le informazioni irrilevanti di contorno quando si legge o si ascolta un discorso altrui: «Uno studio recente ha dimostrato che in piccoli della materna successivamente diagnosticati come dislessici si possono già identificare deficit nella comprensione del parlato in condizioni di “rumore” – osserva Beattie –. Adesso vogliamo capire se intervenire a questo stadio o appena la dislessia è diagnosticata con l’insegnamento di metodi di “esclusione” del rumore e di concentrazione focalizzata possa ridurre i sintomi del disturbo».

Fonte: Il Corriere della Sera

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