La scelta più generosa è quella più impulsiva

Molte teorie economiche ipotizzano che l’uomo sia fondamentalmente egoista e che si comporti in modo cooperativo solo in virtù del calcolo razionale e della capacità di autocontrollo. Uno studio mostra invece che gli esseri umani tendono ad essere generosi quando effettuano decisioni affrettate, mentre la riflessione aumenta le risposte egoistiche
Una scelta è tanto più generosa quanto più rapidamente la prendiamo; se invece iniziamo a riflettere, fanno capolino le tentazioni egoistiche. In altre parole, secondo i risultati di uno studio condotto a psicologi della Harvard University e pubblicato sulla rivista “Nature”, gli esseri umano hanno una spiccata tendenza naturale alla cooperazione.
La nuova ricerca si inserisce in un lungo dibattito fra chi ritiene che le nostre azioni siano dettate da preoccupazioni fondamentalmente egoistiche – come presuppongono anche molte teorie economiche – e chi vede nella cooperazione una componente primaria della nostra natura. Benché la cooperazione sia fondamentale per il comportamento sociale umano, infatti, non c’è dubbio che spesso richieda un costo personale per aiutare gli altri, che va contro l’interesse individuale.
Per cercare di chiarire se le persone sono predisposte a pensare a se stesse e si comportano in modo cooperativo solo in virtù della loro capacità di autocontrollo, oppure se sono istintivamente cooperative ed è la riflessione “razionale” a far emergere l’egoismo, i ricercatori hanno progettato dieci situazioni sperimentali, basate su giochi economici, in cui la variabile per distinguere fra spinta “istintiva” e riflessione era costituita dal tempo impiegato dai partecipanti per prendere una decisione.
Secondo la nuova ricerca, la riflessione stimola le tendenze egoistiche.
I partecipanti potevano scegliere di tenere per sé le risorse economiche che erano state fornite loro, oppure versarle tutte, o in parte, a un fondo collettivo che alla fine sarebbe stato equamente distribuito tra tutti i giocatori. Da una prima serie di test è risultato che l’entità dei contributi e il tempo impiegato a decidere erano correlati in modo negativo: la metà dei partecipanti che era stata più veloce nel decidere come comportarsi aveva contribuito, in media, con il 67% circa delle risorse assegnate, mentre la metà più lenta aveva versato al fondo comune circa il 53%.
Dato però che l’esistenza di una correlazione non basta a stabilire un nesso causale fra due eventi, i ricercatori hanno effettuato un’altra serie di test, in cui venivano posti limiti sempre più stretti al tempo a disposizione per le scelte. In questo modo, come avevano mostrato precedenti ricerche, non c’è il tempo per sfruttare le potenti ma lente risorse cognitive necessarie a una riflessione ponderata, e le persone si affidano alle più rapide forme di ragionamento inconscio, ossia scelgono le opzioni più “intuitive”.
Da questi nuovi test è risultato che le decisioni dei soggetti assillati dall’incalzare del tempo erano più generose di quelle prese da chi non aveva avuto limiti di temporali. Di conseguenza, sembra chiaro che costringere una persona a decidere più rapidamente – per intuizione – ne aumenta la tendenza a cooperare.
Esistono comunque differenze individuali anche significative nella disponibilità a collaborare, e vi sono persone che tendono a essere comunque egoiste, mentre altre sono “cooperatori condizionali”, ossia sono disposti a collaborare se lo fanno anche gli altri.
Questi i risultati possono essere interpretati come una prova a favore dell’ipotesi che la cooperazione sia, oltre che una scelta intuitiva, un elemento presente in modo innato nel nostro sistema cerebrale. Tuttavia, essi mettono in evidenza anche un ruolo importante dell’esperienza, poiché un ulteriore osservazione emersa dai test è che in generale i soggetti che vivono con persone che reputano collaborative tendono a fare scelte mediamente più generose.
Articolo tratto da:  http://www.lescienze.it/
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