Autismo, è scontro sulle nuove linee guida

Pubblicato: Dott.ssa Francesca La Lama

Fonte: Corriere della sera.it

Bocciati dall’Istituto Superiore di Sanità tutti i modelli terapeutici per curare la malattia. Salvo solo l’approccio «comportamentale»

LE POLEMICHE

Autismo, è scontro sulle nuove linee guida

Bocciati dall’Istituto Superiore di Sanità tutti i modelli terapeutici per curare la malattia. Salvo solo l’approccio «comportamentale»

Le nuove linee guida sull’ autismo elaborate da un gruppo di esperti coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità vengono presentate oggi dopo la pubblicazione lo scorso ottobre. Ma ne frattempo sono già diventate un caso, medico e politico e in molti ne autismo hanno richiesto la revisione. Tra i contrari si contano anche numerosi parlamentari bipartisan (e interrogazioni parlamentari sono state presentate a Camera e Senato).

LE TERAPIE – Quale il problema? Il documento avrebbe bocciato tutte le metodiche utilizzate per curare la malattia salvandone solo una. La cosiddetta ABA (Applied Behaviour Intervention), programmi comportamentali intensivi, da 20 a 40 ore la settimana rivolti all’età prescolare, dunque precoci. Interventi di solito mediati dai genitori col supporto di professionisti specializzati. Si tratta di terapie molto studiate che si basano sulla modificazione del comportamento. Gli esperti concludono che sono efficaci «nel migliorare le abilità intellettive, il linguaggio e i comportamenti adattivi. Le prove a disposizione consigliano di utilizzare Aba nei bambini con disturbi dello spettro autistico».

LA BOCCIATURA – Bocciatura o giudizio interlocutorio per tutte le altre metodiche analizzate, da quelle che richiedono l’ausilio di strumenti comunicativi come i computer alla comunicazione facilitata, dalle diete con eliminazione di glutine alla musicoterapia. No a integratori alimentari, melatonina, ossigeno iperbarico e ai trattamenti farmacologici (risperidone, olanzapina, antipsicotici vari, antidepressivi, metilfenidato). Paola Binetti, deputata del Pd, neuropsichiatra infantile chiarisce: «Non ci opponiamo all’Aba ma perché screditare il resto? E’ vero, questo sistema è l’unico che permette una valutazione su base scientifica ma diverse modalità di trattamento che pure sono risultate efficaci sul campo non possono essere liquidate senza appello solo perché mancano prove evidenti di efficacia e non si prestano a un’indagine quantitativa come ad esempio il programma Teacch basato sulle performance cognitive del bambino e sul loro funzionamento sociale». Secondo Binetti bisogna lasciare ai genitori la scelta e non soffocare le loro speranze perché Aba non può rispondere ad una patologia così complessa: «Il mio è un giudizio politico o ideologico».

LE POLEMICHE – Viene contestato inoltre il fatto che le linee guida rimandino al 2015 come data del prossimo aggiornamento. Alfonso Mele, curatore del documento, difende il documento: «Abbiamo riportato quello che è scritto in letteratura scientifica. Dunque non ci siamo basati su opinioni ma su studi pubblicati, presenti nella bibliografia». Hanno denunciato in un convegno le criticità delle raccomandazioni dell’Istituto superiore di sanità esponenti di Pd e Pdl. Concordi tra gli altri l’istituto di ortofonologia, l’istituto di riabilitazione romano don Guanella, l’ordine degli psicologi del Lazio, lo psichiatra Luigi Cancrini secondo il quale «l’esclusione degli approcci che non sono cognitivi comportamentali è deontologicamente scorretta. L’autismo ha una prevalenza di 10-13 casi ogni 10 mila abitanti, per i disturbi dello spettro autistico come la sindrome di Asperger si arriva fino a 40-50 casi.

Margherita De Bac
26 gennaio 2012

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