Adozione Nazionale

Pubblicato da Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa torino

LA PROCEDURA PER LA DOMANDA DI ADOZIONE
Se siete una coppia interessata all’adozione sicuramente potrebbe tornarvi utile leggere le informazioni riportate di seguito che vi permetteranno di conoscere le leggi e le procedure da seguire.

ADOZIONE NAZIONALE
La legge 184 definisce le norme procedurali specifiche e vincolanti per chi desidera adottare un figlio. Dal 1983 in poi il problema della selezione delle coppie ha impegnato la riflessione generale sia per un’ esigenza di ridurre al minimo il possibile il fallimento dell’adozione sia per un aumento della richiesta rispetto al numero dei bambini dichiarati adottabili.
L’articolo 22 spiega che la domanda per l’adozione nazionale, diversamente da quella internazionale, può essere inoltrata a uno o più Tribunali dei minori. Essa decade dopo due anni dalla presentazione e può essere rinnovata ripetendo lo stesso iter della precedente. Successivamente il Tribunale, dispone adeguate indagini sanitarie, sociali e psicologiche; le indagini di tipo medico hanno lo scopo di verificare le attuali condizioni di salute dei coniugi per potere escludere, nei limiti del possibile, l’insorgere di qualche morbosità a breve termine, evento estremamente sfavorevole all’inserimento di un bambino che attende di essere adottato.  Raccolti e valutati tutti gli elementi il Tribunale dei minori formula il giudizio ed individua fra le coppie che hanno ottenuto l’idoneità, la  coppia che risulta più adeguata ai bisogni di quel determinato bambino che attende i suoi genitori. Dopo l’abbinamento, viene disposto l’affidamento preadottivo per la durata di un anno. In situazioni che si delineano problematiche o nel caso di minori adottati già grandi il periodo di affidamento preadottivo può essere prorogato di un anno per favorire il consolidarsi di relazioni affettive e relazionali non ancora stabili. Se la dichiarazione dello stato di adottabilità del minore viene contestata dalla famiglia di origine, il Tribunale ha facoltà di decidere comunque l’inserimento del bambino in un nuovo nucleo a causa della  sofferenza psicologica che lo stato di deprivazione affettiva comporta per lui: in questo caso si parlerà di affidamento “a rischio giuridico”, la cui durata è a volte imprevedibile in quanto la situazione processuale non è ancora definita. In quest’ultimo caso, la coppia deve essere ben consapevole del rischio sia a livello giuridico che  affettivo a cui va incontro e che potrebbe, nei casi più sfortunati, terminare con il rientro del bambino nella sua famiglia d’origine.
Secondo l’articolo 25  il Tribunale dei minori, decorso un anno dall’affidamento provvede all’adozione con un decreto, decidendo per l’adozione o la non adozione all’adozione;  secondo l’articolo 27 , se avviene l’adozione il minore adottato acquista lo stato di figlio legittimo, assume e trasmette il cognome dei genitori adottivi e cessano i rapporti verso la famiglia d’origine.

Se sei interessato anche alle procedure di adozione internazionale leggi anche Adozione Internazionale.

I Tribunali per i Minorenni sono competenti e responsabili dell’iter della domanda di adozione; una volta ricevuta la domanda avviano delle procedure di accertamento dei requisiti soggettivi (la A.S.L. avvierà tramite uno psicologo e un assistente sociale colloqui a conclusione dei quali verrà stesa una relazione)  e oggettivi (mediante accertamento effettuato dalla polizia) della famiglia spirante. Le relazioni stilate da entrambi gli organi competenti verranno inviate al Tribunale per i minorenni che ha a carico la domanda di adozione, e dopo un colloquio della famiglia aspirante con un Magistrato Minorile, deciderà se accogliere la domanda o respingerla. Se la domanda dovesse essere respinta, è ammesso ricorso alla  Corte di Appello presente nella stessa città.

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