Euristiche ed errori sistematici nel giudizio

Autore Dott.ssa Francesca La Lama

Euristiche ed errori sistematici nel giudizio

Il pensiero quotidiano è economico, efficiente e tendenzialmente poco critico, costruisce ipotesi e tende a confermarle finché è possibile e ad automatizzarle.

Ma cosa sono le EURISTICHE?

Sono processi e strategie di pensiero semplificate, scorciatoie logiche -o illogiche- che ci permettono di risolvere un problema e di giungere a valutazioni e decisioni rapide in situazioni comuni e di routine, dove più spesso capita di avere a disposizione poche e inaccurate informazioni. Due psicologi israeliani, Amos Tversky e Daniel Kahneman (1974) hanno studiato le euristiche concludendo che esse possiedono le seguenti caratteristiche: sono ruotinarie, molto efficienti, poco consapevoli, automatiche e  tendono alla semplificazione.

Gli autori ne hanno iindividuate 4

  • Euristica della rappresentatività
  • Euristica della disponibilità
  • Euristica dell’ancoraggio
  • Euristica della simulazione.

1.    Euristica della disponibilità

Secondo la Tversky e Kanheman(1974) la utilizziamo per giudicare la probabilità di un evento. Quando ci troviamo in queste occasioni noi cerchiamo di ricordare esempi. Quindi giudichiamo la probabilità di un evento sulla base della facilità di immaginare esempi, ovvero sulla disponibilità mentale che abbiamo di essi. Perciò se gli esempi ci vengono in mente con facilità concludiamo che la probabilità di quel tipo di eventi è elevata. Da ciò si capisce che questo è un modo per scegliere velocemente. In genere è una strategia utile e adeguata tuttavia bisogna considerare che la facilità con cui immaginiamo gli esempi può essere inficiata anche da altri fattori tra cui l’interesse della persona e i mass-media. Inoltre la facilità di ricordo può essere indotta sperimentalmente (Schwartze coll. 1991)

 2.Euristica della simulazione: ragionamento controfattuale

Consiste nell’immaginare come si sarebbero potuti verificare risultati diversi da quelli che si sono effettivamente verificati. Tale euristica accentua le reazioni emotive positive e negative,se immaginiamo ipotetici svolgimenti diversi più positivi si avrà un peggioramento dello stato emotivo, invece se immaginiamo ipotetici svolgimenti diversi più negativi noteremo un miglioramento dello stato emotivo. Esempio di euristica della simulazione: Mr. Crane e Mr. Tees dovevano partire dallo stesso aeroporto, con voli diversi, allo stesso orario. Essi hanno viaggiato dalla città all’aeroporto sullo stesso taxi che è rimasto bloccato nel traffico e sono arrivati con 30 minuti di ritardo rispetto all’orario di partenza dei loro voli. A Mr. Crane viene detto che il suo aereo è partito all’orario previsto. A Mr. Tees viene detto che il suo aereo è partito in ritardo appena cinque minuti prima. Chi dei due è più contrariato? La maggioranza dei soggetti risponde che il più contrariato è il signor Tees poiché è più facile immaginare piccole modifiche dello svolgimento dei fatti che avrebbero consentito al signor Tees di prendere il suo aereo che immaginare un andamento diverso dei fatti per il signor Crane. Tuttavia dal punto di vista del pensiero critico entrambi dovrebbero essere contrariati.

3.Euristica dell’ancoraggio e dell’aggiustamento

 L’opinione espressa da chi parla per primo esercita una notevole influenza e i giudizi successivi non si spostano mai più di tanto da esso. Gli altri interlocutori utilizzano la valutazione del primo come punto di ancoraggio e introducono solo degli aggiustamenti rispetto ad esso. Da tutto ciò si evince che se il primo non è un esperto si può arrivare a decisioni errate. Esperimento di Wilson, Houston, Etling, Brekke(1995). Ai partecipanti era richiesto di stimare numero di studenti che si ammaleranno di cancro nei successivi 40 anni. In precedenza a metà dei partecipanti era richiesto di ricopiare numeri in parole vicini a 4500 e all’altra metà era richiesto di scrivere ricopiare numeri in cifre vicini a 4500. Quelli che avevano ricopiato numeri in cifre prevedevano una media di 3145 casi mentre quelli che avevano copiato parole prevedevano una media di 1645 casi. Quindi si evince che è possibile stimolare un ancoraggio inconsapevole rispetto a valori del tutto arbitrari. A volte ancoriamo nostre impressioni su esperienze personali anche se sappiamo che sono inconsuete, e non accomodiamo (correggiamo) in modo sufficiente

 4. Euristica della rappresentatività

L’euristica della rappresentatività è una scorciatoia di pensiero che consente di ridurre la soluzione di un problema inferenziale a un’operazione di giudizio particolarmente semplice. Questa euristica induce a valutare la probabilità di un’ipotesi, in base ad un giudizio di similarità ovvero consiste nella classificazione di un caso sulla base della somiglianza con il caso tipico.

Esperimento: (1973 Tversky e Kahneman)Venivano presentate ad un gruppo di soggetti delle brevi descrizioni di personalità, tratte a caso da 100 descrizioni relative ad un gruppo di professionisti, di cui 30 erano ingegneri e 70 avvocati. (ad un secondo gruppo veniva proposta una proporzione inversa: 70 ingegneri e 30 avvocati). Questa informazione veniva fatta seguire da una descrizione di personalità rappresentativa dello stereotipo degli ingegneri, di cui si chiedeva di stabilire la probabilità che la persona descritta fosse proprio un ingegnere: “Jack ha 45 anni, è sposato e ha 4 figli. E’ di tendenze piuttosto conservatrici ed è molto accorto e ambizioso. Non ha interessi nel campo politico o sociale e passa la maggior parte del suo tempo libero in attività come il bricolage, la vela e i giochi matematici”.

Risultato: i soggetti basavano le loro risposte solo sulla tipicità, o rappresentatività delle caratteristiche di Jack rispetto alla categoria degli ingegneri, trascurando quasi del tutto la quantità di ingegneri presenti nel campione.

Quello che si può concludere è che: il pensiero quotidiano è economico, efficiente e tendenzialmente poco critico: costruisce ipotesi e tende a confermarle finchè è possibile ed ad automatizzarle. Il pensiero critico invece è disconfermazionalista,  estremamente faticoso e anti-econimico ; questo porta spesso le persone a non avere un atteggiamento critico nei confronti dei propri pensieri che possono trasformarsi in vere e proprie distorsioni cognitive delle quali si può diventar prigionieri.

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