La Depressione

Autore: Dott.ssa Francesca La Lama

Depressione

Che cos’è

Il disturbo che comunemente viene chiamato depressione è scientificamente denominato depressione maggiore.

Si tratta di un disturbo dell’umore caratterizzato principalmente da:

  • umore depresso o tristezza per la maggior parte del giorno;
  • ridotta capacità di trarre piacere dalle attività che in passato procuravano gioia e soddisfazione;
  • senso di fatica e sensazione di non farcela nelle attività quotidiane;
  • sensi di colpa, autocritica, autosvalutazione e sensazione di essere un fallito;
  • mancanza di speranza e pianto;
  • pensieri negativi e idee di morte;
  • irritabilità;
  • difficoltà a prestare attenzione, a concentrarsi e a prendere decisioni;
  • sonnolenza e aumento della durata del sonno;
  • risvegli notturni angosciosi, con difficoltà a riprendere sonno;
  • inappetenza o, in rari casi, aumento dell’assunzione di cibo;
  • ridotto desiderio sessuale.

Sentirsi depressi significa vedere il mondo attraverso degli occhiali con delle lenti scure: tutto sembra più opaco e difficile da affrontare, anche alzarsi dal letto al mattino o fare una doccia. Non è patologico avere delle leggere fluttuazioni dell’umore. La tristezza, se non è troppo intensa, può anche essere utile alla persona: porsi domande sul perché siamo tristi, ad esempio, può condurci a capire se abbiamo bisogno di qualcosa e può spingerci a trovare delle soluzioni ai nostri problemi.
La depressione necessita di un intervento clinico quando i suoi sintomi sono molto intensi, provocano una forte sofferenza e durano da molto tempo (più di 6 mesi). La depressione può manifestarsi con diversi livelli di gravità. Alcune persone presentano sintomi depressivi di bassa intensità, legati ad alcuni momenti di vita, mentre altre si sentono così depresse da non riuscire a svolgere le normali attività quotidiane. Le forme gravi sono caratterizzate da un numero più elevato di sintomi, una maggiore intensità e durata nel tempo della sintomatologia ed una maggiore compromissione delle attività quotidiane.

Come si manifesta

Sintomi fisici: i più comuni sono la perdita di energie, il senso di stanchezza, il rallentamento dei movimenti o l’agitazione motoria e il nervosismo, le alterazioni dell’appetito con conseguente perdita o aumento di peso, i disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia con sonno prolungato o sonnolenza diurna), la mancanza di desiderio sessuale, i dolori fisici, il senso di nausea, la visione offuscata, l’eccessiva sudorazione, il senso di stordimento, l’accelerazione del battito cardiaco e le vampate di calore o i brividi di freddo.

Emozioni: tipicamente chi è depresso prova tristezza per la maggior parte del giorno, ed è afflitto da angoscia, disperazione, senso di vuoto, mancanza di speranza nel futuro, perdita di interesse per qualsiasi attività, irritabilità e ansia. Sono anche presenti sentimenti di colpa e indegnità che a volte possono arrivare a configurarsi come un delirio facendo sfociare il disturbo nella psicosi.

Sintomi comportamentali: riduzione delle attività quotidiane (anche di quelle considerate piacevoli prima dell’insorgenza della malattia), evitamento delle persone e isolamento sociale, comportamenti passivi (ad es. passare il tempo libero guardando la tv o a letto), riduzione dell’attività sessuale e a volte tentativi di suicidio.

Sintomi cognitivi: il pensiero rallenta diventando povero e stereotipato e perdendo in progettualità. La persone depressa non riesce più a proiettarsi in un qualche futuro e vive in un eterno presente che si colora di tinte cupe. Compaiono pensieri negativi su se stessi e sul mondo, e aspettative irrealistiche nei confronti degli altri e di se stesso (ad es. credere che fare errori sia assolutamente vietato, che non si possono avere conflitti e che bisogna essere sempre di buon umore). Le persone depresse si focalizzano spesso sui propri difetti percependosi come non amabili, incapaci, deboli e cattive. Sono presenti problemi di memoria e concentrazione e difficoltà nel prendere decisioni e risolvere problemi.

Ci sono, inoltre, alcuni comportamenti tipici delle persone depresse che favoriscono lo sviluppo di circoli viziosi che mantengono nel tempo l’umore depresso. Spesso accade anche che le persone depresse, smettano di uscire, evitino il contatto con le altre persone e trascorrano molto tempo libero in attività passive come guardare la televisione e stare a letto, rimuginando sui propri problemi ed assillando amici e conoscenti riguardo ad essi. Questi comportamenti, riducendo la produttività lavorativa, il contatto con nuove esperienze e le attività ricreative, riducono anche la probabilità di provare emozioni piacevoli e di modificare le idee negative su se stessi, sul mondo e sul futuro. L’evitamento mantiene la depressione in quanto non permette alla persona né di sperimentare brevi stati mentali positivi (es. un leggero senso di efficacia personale), né di verificare che, nella realtà, non è così incapace come pensa di essere.

Cause

Alla base del disturbo vi sarebbero diversi fattori di tipo biologico, (ereditarietà)  ambientale ( l’educazione ricevuta, gli eventi vissuti all’interno della famiglia e quelli vissuti fuori della famiglia) e psicologico( il modo in cui la persona interpreta gli eventi e mobilita le risorse per far fronte ad essi).

Conseguenze

La depressione può avere importanti ripercussioni sulla vita di tutti i giorni.
L’attività scolastica o lavorativa della persona può diminuire in quantità e qualità soprattutto a causa dei problemi di concentrazione e di memoria che tipicamente presentano i soggetti depressi.
Questo disturbo, inoltre, porta al ritiro sociale, che, col passare del tempo, a sua volta porta a problemi di tipo relazionale con partner, figli, amici e colleghi.
L’umore depresso condiziona anche il rapporto con se stessi e con il proprio corpo. Tipicamente, infatti, chi è depresso ha difficoltà a lavarsi, curare il proprio aspetto, mangiare e dormire in modo regolare.

Il trattamento cognitivo-comportamentale

Come accennato, la terapia cognitivo-comportamentale, insieme alla terapia interpersonale, è la psicoterapia più efficace nella cura della depressione. Secondo l’approccio cognitivista, i pensieri e le convinzioni negative su di sé, sul mondo e sul futuro hanno un ruolo chiave nell’esordio e nel mantenimento della depressione quindi la terapia cognitivo-comportamentale si focalizza soprattutto sui modi in cui il soggetto interpreta gli eventi che accadono, vi reagisce e valuta sé stesso proponendosi di aiutare il paziente ad identificare e modificare i pensieri e le convinzioni negative che ha su se stesso, sul mondo e sul futuro, ricorrendo a numerose e specifiche tecniche

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