Alimentazione incontrollata

Scritto dalla Dottoressa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

Il disturbo da alimentazione incontrollata, meglio noto come binge eating disorder, rientra nella categoria dei disturbi alimentari atipici (condizioni che non rientrano né in un quadro di anoressia né in un quadro di bulimia) e si presenta con episodi ricorrenti di abbuffate compulsive.
Un’abbuffata compulsiva è definita dai seguenti criteri:

  • mangiare in un periodo di tempo circoscritto (ad esempio nell’arco di due ore), una quantità di cibo indiscutibilmente maggiore di quella che la gran parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo in circostanze simili;
  • sensazione di perdita di controllo sull’atto di mangiare nel corso dell’abbuffata (ad esempio sentire di non poter smettere di mangiare o di non poter controllare cosa e quanto si sta mangiando).

Gli episodi di abbuffate compulsive sono inoltre associati a tre o più dei seguenti criteri:

  • mangiare più rapidamente del normale;
  • mangiare fino ad avere una sensazione dolorosa di troppo pieno;
  • mangiare grandi quantità di cibo pur non sentendo fame;
  • mangiare in solitudine a causa dell’imbarazzo per le quantità di cibo ingerite;
  • provare vergogna, depressione o intensa colpa per l’abbuffata.

Chi soffre di questo disturbo, considera un grave problema la propria condotta alimentare, sia per le sensazioni di perdita di controllo ad essa associate, sia per le conseguenze sul peso e le forme corporee, e/o sulla salute. Tipicamente infatti queste persone mangiano in eccesso anche al di fuori degli episodi di abbuffata, perciò sono in sovrappeso o obese.
Spesso chi manifesta tale disturbo soddisfa la diagnosi di obesità.

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