Depressione Post Partum. Riconoscerla ed affrontarla

Autore: Dott.ssa Francesca La Lama

Depressione

Post Partum

La gravidanza rappresenta per la donna un periodo di profondi cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici e alcune donne hanno difficoltà ad accettarne lo stato, provando sentimenti contrastanti di felicità, paura e preoccupazione.

È importante dare ascolto a ciò che si sente e prova dentro di sé. Sono sentimenti e aspetti che non vanno sottovalutati.

Durante la gravidanza molte donne possono sembrare più stressate emotivamente e l’ansia è uno degli stati a cui prestare maggiore attenzione.

L’ansia leggera può essere controllata con interventi di rilassamento muscolare; tecniche di controllo del corpo e del respiro con interventi preventivi sul decorso e sulla tutela del sonno in gravidanza e nel puerperio; approccio di psicoterapia mirato, sia individuale che di coppia nella forma di counseling o di una psicoterapia strutturata ed eventuale intervento farmacologico con antidepressivi in caso di ansia intensa.

Miti sulla maternità e depressione post partum.

Si crede erroneamente che la maternità debba essere sempre un processo facile e naturale come mangiare e dormire, che la maternità debba comportare solo gioia e serenità, che le madri debbano essere sempre felici di dedicarsi completamente ai loro bambini, che un disturbo dell’umore dopo il parto sia quindi segno di debolezza e non un vero e proprio disturbo. Invece la maternità, anche quando non complicata, comporta comunque un nuovo ruolo da apprendere progressivamente. Come ogni altro grande cambiamento, anche la maternità comporta sempre un grande stress, per esempio conflitti tra quello che si vorrebbe fare e quello che si deve fare o una mancanza di comprensione di quello che succede.

Ecco tre miti molto diffusi sull’amore materno:

  1. L’amore materno è incondizionato. Non tutte le madri provano da subito un amore totale e immediato per il loro figlio. Molte mamme si innamorano a poco a poco del loro bambino, man mano che imparano a conoscerlo. E’ normale che, anche che la madre più affettuosa provi, di tanto in tanto, dei sentimenti negativi nei confronti del figlio : irritarsi con il figlio non significa essere una cattiva madre, vuol dire soltanto che si è un essere umano e che si hanno dei limiti (come tutte le altre persone)
  2. Le madri dovrebbero essere costantemente disponibili e porre sempre al primo posto i bisogni del bambino. Alcune mamme si annullano totalmente per il loro piccolo : trascurano completamente le loro esigenze fisiche e psicologiche, il  loro rapporto di coppia e tutto quello che non è strettamente connesso alla cura del bebè. Il risultato è spesso l’insorgere di uno stato depressivo. Se è vero che essere la mamma di un bimbo piccolo richiede una buona dose di abnegazione, è anche vero che i bambini hanno bisogno di una mamma che sta bene. Molto meglio se siete al limite delle vostre risorse psicofisiche, affidare il bambino per due ore ad una babysitter e farsi un riposino, piuttosto che stare con il bambino ed essere a pezzi.
  3. Essere madre è un fatto istintivo. Molte mamme rimangono sgomente quando si accorgono di non sapere come  maneggiare un neonato, come allattarlo o come farlo dormire. Se siete alle primo figlio è normale non sapere d’istinto come prendersi cura di un lattante. Madri, non si nasce, si diventa e con un po’ di tempo e di pratica, diventerete bravissime nel vostro nuovo ruolo.

Che cos’è la Depressione Post Partum

La maggioranza delle neomamme, sperimenta qualche giorno dopo il parto uno stato transitorio di depressione. Oltre il 70% delle madri, infatti, nei giorni immediatamente successivi al parto, manifestano sintomi leggeri di depressione, denominata “baby blues”, con riferimento allo stato di malinconia (“blues”) che caratterizza il fenomeno.

“baby blues”

Nei giorni che seguono il parto, la madre può avvertire un senso di ansia, tristezza e di irritabilità, aver spesso voglia di piangere e sentirsi inadeguata a crescere il proprio figlio. Questi lievi stati depressivi che si verificano nell’80% delle partorienti, prendono il nome di “baby blues” (come li denominò il notissimo pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott) e durano da poche ore a qualche giorno. Si manifestano nei primissimi mesi del post- partum e scompaiono da soli. Si tratta quindi di una reazione piuttosto comune i cui sintomi tendono generalmente a scomparire nel giro di pochi giorni.  Questo stato d’animo non deve spaventare: si tratta di una reazione del tutto naturale e fisiologica dovuta alla stanchezza fisica del parto e al drastico riassetto ormonale che si verifica nel corpo della donna dopo la nascita del bambino

Una condizione sicuramente più problematica e duratura è la depressione post partum, disturbo che compare solitamente tra le 4 e le 6 settimane dopo il parto. La donna che soffre di depressione post partum sperimenta una costante sensazione di inadeguatezza nei confronti del nuovo ruolo, può sentirsi  delusa perché la maternità si è rivelata un esperienza molto diversa da quella che si aspettava, e può sperimentare del risentimento nei confronti del neonato perché questi le assorbe tutte le energie.

Quando la donna presenta da e per almeno due settimane umore depresso, mancanza di piacere e interesse nelle abituali attività e almeno cinque di questi sintomi:

  • indolenza
  • affaticamento
  • esaurimento
  • disperazione
  • inappetenza
  • insonnia o sonno eccessivo
  • sensi di colpa
  • iperattività motoria o letargia
  • confusione
  • pianto inconsulto
  • disinteresse per il bambino
  • paura di far male al bambino o a se stessa
  • improvvisi cambiamenti di umore

si può parlare di depressione post partum, una forma depressiva che affligge il 10%-15% delle puerpere.

Le cause della depressione post-partum sono molteplici e coinvolgono fattori ormonali, fisici, psicologici, sociali e cognitivi.

A livello ormonale, alcuni studi attribuiscono questo disturbo al calo degli estrogeni e del progesterone dopo il parto. Le cause più evidenti sembrano però di origine psicologica e sociale. Un bambino che nasce è un essere indifeso, privo di autonomia che per vivere ha bisogno necessariamente di un altro essere. Subentra un senso d’inadeguatezza o d’incapacità che può trasformarsi in disperazione o in rabbia verso il proprio bambino. Inoltre la donna deve affrontare una serie di cambiamenti nel suo status sociale, nel suo aspetto fisico, nelle responsabilità che le sono richieste, che la mettono seriamente in discussione.

Un’influenza importante viene anche dalla qualità della relazione di coppia: la mancanza di un supporto emotivo è fonte di rabbia e di insicurezza per i genitori. Inoltre, una coppia non sufficientemente solida in seguito alla nascita di un bambino può esasperare una condizione precedente e sancire il definitivo allontanamento dei partners.

Altri possibili fattori causali sono una storia pregressa di depressione o di altri disturbi psichiatrici, precedenti aborti spontanei o volontari, vissuti conflittuali con i propri genitori, la presenza di lutti e perdite recenti.

Le cure possono consistere nella psicoterapia e nella partecipazione a terapie di gruppo con donne che manifestano la stessa sintomatologia; nell’eventuale assunzione di ansiolitici e antidepressivi, che sono cure possibili, ma da assumere comunque sotto controllo medico e valutando l’eventuale sospensione dell’allattamento.

È necessario rivolgersi ad uno specialista se i sintomi sono di una entità allarmante o comunque persistono oltre le due settimane, se si ha la sensazione di poter fare del male a se stesse o al proprio bambino e se i sintomi di ansietà, paura e panico si manifestano con grande frequenza nell’arco della giornata.

Suggerimenti pratici per sconfiggere la depressione post partum.

  • Confrontatevi con altre mamme: poter parlare con altre madri di come vi sentite, vi aiuterà a capire che non siete le sole a sperimentare certi sentimenti e quindi vi potrà aiutare a vedere la situazione da un’altra prospettiva.
  • Prendetevi del tempo per stare con il vostro partner e parlare di quanto sia cambiata la vostra vita. Esprimete sinceramente i vostri sentimenti e le vostre preoccupazioni.
  • Se vi sentite sole, stanche, frustrate o arrabbiate, lasciate il bambino a qualcuno di cui vi fidate e prendetevi del tempo per voi stesse. Non bisogna sentirsi in colpa per questo: solo una mamma serena può dare serenità al proprio piccolo.
  • Riducete le vostre aspettative nei confronti delle pulizie di casa. Dedicate il poco tempo libero che vi rimane a rilassarvi o a telefonare ad un amica, a farvi una doccia o a quello che volete voi. Se prima di avere un bambino, una casa splendente, era fra le vostre priorità, adesso che siete diventata una mamma, le vostre priorità sono cambiate
  • Lasciate che parenti e amici vi diano una mano nella gestione della casa e del bambino. E’importante anche cercare di coinvolgere il papà nella cura del bambino; facciamoci aiutare nelle faccende domestiche e deleghiamo anche qualche pasto notturno al papà (se si allatta al seno si può sempre tirare il latte con un tiralatte e conservarlo in frigo o in freezer, al momento opportuno il papà potrà offrirlo al piccolo con il biberon). Così facendo si favorirà un buon rapporto padre-figlio. Incoraggiatelo ad occuparsi del piccolo anche se non fa le cose nel modo in cui secondo voi dovrebbero essere fatte. Il papà può fare moltissimo per aiutare la moglie a superare la depressione post partum, dandole un appoggio pratico ed emotivo
  • Prendetevi del tempo per voi stesse, anche solo 15 minuti al giorno a qualcosa che vi dia piacere e vi rilassi;
  • Cercate di riposare. Approfittate dei momenti in cui il piccolo dorme;
  • Cercate di fare attività fisica, anche fare qualche giro intorno all’isolato: l’aumento del metabolismo e il fatto di “aver preso aria”, arrecherà un immediato benessere psicofisico;
  • Cercate di nutrirvi bene, prediligendo, frutta, cereali e verdura, limitando l’uso di caffeina, alcol e zuccheri; Queste sostanze  possono dare una temporanea sensazione di energia, ma sul lungo termine favoriscono l’ipoglicemia e quindi contribuiscono a farvi sentire ancora più stanche:
  • Accontenatevi di portare a termine anche una sola cosa in una giornata. Ci saranno giorni in cui non saremo riusciti a concludere niente: accade a molti neo-genitori;
  • Soprattutto, cerchiamo di mantenere il legame con nostro figlio. Non è facile quando si è depresse, ma è fondamentale per un neonato poter mantenere un legame con la propria madre per un’adeguata crescita fisica ed emotiva.
Annunci

I commenti sono chiusi.