Un naso da clown mi ha cambiato la vita

Articolo di Paola Italiano, Stampa, Torino, 7/5/2010

«Se non avessi incontrato Dario e Mercedes, probabilmente ora sarei per strada. Nella migliore delle ipotesi, sarei diventato un teppista». E invece, Roberto Alciati, 18 anni appena compiuti, e’ gia’ una stella emergente del teatro di strada. Mercedes Gentile e Dario Cucco sono i genitori che lo hanno preso in affido quando aveva 8 anni. E hanno cambiato la vita di un bambino fino ad allora segnata dalla violenza. La storia di Roberto inizia a Falchera. Tolto alla famiglia dai servizi sociali, i successivi tre anni li ha passati in una comunita’ con la sorella. «Anni terribili – ricorda oggi -, eravamo sotto choc, avevamo un sacco di problemi. Ogni tanto venivano a conoscerci delle coppie, passavamo la giornata con loro, poi non li vedevamo piu’. Non e’ facile trovare chi prenda in affido due bambini». Poi, sono arrivati Dario e Mercedes. Educatore per professione e clown per passione, Dario – in arte Clowndado – e’ il fondatore dell’associazione «Il Muretto», che ha tolto dalla strada tanti giovani nel quartiere Vallette, dove vive con la sua famiglia allargata. Periferia dimenticata, dove il Muretto per primo ha portato centri d’incontro, corsi, laboratori. E opportunita’. Il lavoro, per Dario e Mercedes e’ stato impegno e passione, poi anche scelta di vita: «Abbiamo aperto la nostra casa a bambini e adolescenti con problemi alle spalle». Oggi hanno 5 figli in affido, ma in questi anni le «ospitate» sono state molte di piu’. Roberto racconta che per lui e’ stato facile andare d’accordo con il nuovo papa’ che, per divertirlo, metteva un naso rosso e lanciava palline in aria. «I problemi, se mai, li ha avuti lui – sorride il giovane clown – io ero vivace, non stavo mai fermo, sparivo e mi trovavano appeso ai cartelli stradali. Mia sorella invece era chiusa, non voleva parlare con nessuno». «Non e’ stato sempre tutto rose e fiori – conferma Dario – ma abbiamo affrontato i problemi serenamente, con amore». Circondato da circensi e giocolieri, Roberto si e’ avvicinato all’arte di strada dapprima con la capoera, arte marziale brasiliana simile a una danza acrobatica, per poi passare alla giocoleria e alla scuola di circo: «Ho capito che regalare un sorriso a chi e’ stato sfortunato come me e’ la mia piu’ grande soddisfazione». Un sorriso che Roberto ha portato anche nell’Abruzzo devastato dal terremoto, sul viso di chi aveva perso tutto e assisteva nelle tendopoli ai due spettacoli al giorno messi in scena ad un mese dal sisma. Non solo cuore, ma un talento genuino riconosciuto anche da Miloud Oukili, il clown che salva i bambini di Bucarest, che lo ha voluto con lui a esibirsi in giro per l’Europa. Acrobata e clown, la nuova passione di Roberto oggi e’ il fachirismo: cammina su cocci di bottiglia, ci si sdraia sopra, invita il pubblico a lasciargli cadere sull’addome coltelli che si piantano nel legno, ma su di lui non lasciano un graffio. Questo giovane uomo che cammina sui pezzi di vetro si esibira’ in piazza Galileo Ferraris, per l’anteprima del Festival internazionale del teatro di strada in programma da domani al 10 maggio (www.justforjoy.it). Il suo spettacolo iniziera’ alle 19 di lunedi’. Giornata intensa: prima di fare l’equilibrista sul monociclo, al mattino avra’ l’esame di guida. Ma non dovrebbe essere un problema: «Io, a 5 anni, gia’ andavo sullo scooter».

________________________________________________________

Annunci

I commenti sono chiusi.