I tempi del divorzio

Articolo di Raffaello Masci, Stampa, Nazionale, 23/2/2010

Che cos’e’ il divorzio breve? Si tratta di una proposta di legge largamente condivisa e presentata da tre esponenti di entrambi gli schieramenti (Maurizio Paniz e Marcello De Angelis del Pdl, e Sesa Amici del Pd) che vuole ridurre i tempi che intercorrono tra la separazione dei coniugi e il divorzio vero e proprio, portandoli da tre a un anno. La legge del 1970 sul divorzio, questo stabiliva, ma gia’ nel 1989 si apporto’ una modifica che ridusse questa attesa. Perche’ ridurre ulteriormente i tempi? Secondo i parlamentari che hanno presentato questa proposta «i tempi sarebbero maturi per una riduzione» (lo ha detto Paniz, che e’ relatore della legge in commissione Giustizia), nel senso che esisterebbe una grande pressione da parte degli interessati, di fare tutto piu’ in fretta, quando sussiste un consenso tra le parti. Da quando si comincia a calcolare il tempo? Dal momento in cui i coniugi compaiono davanti al giudice per l’avvio della separazione personale e ottengono dal magistrato l’autorizzazione a vivere in due case diverse. Si potra’ divorziare dopo un anno dalla separazione? Si’, ma non in tutti i casi. I progetti di legge presentati alla Camera distinguono tra varie situazioni, legate sia al consenso dei coniugi sia all’eta’ dei figli. Per esempio: il divorzio si puo’ ottenere in via «breve», cioe’ in un anno, se i coniugi hanno trovato un accordo, non esiste contenzioso di sorta e, inoltre, i figli hanno piu’ di 14 anni. Se queste condizioni non si danno, il tempo per passare da separazione a divorzio resta di tre anni. E se non ci sono figli? Se non ci sono figli ed esiste un consenso mutuo a separarsi, allora il divorzio puo’ essere «brevissimo», nel senso che basteranno sei mesi. Questa ipotesi, pero’, e’ contemplata solo da uno dei progetti di legge (quello presentato dal Pd). Ci sono pero’ fondati motivi per ritenere che anche questo aspetto potra’ essere accolto da entrambi gli schieramenti. Se non e’ consensuale, il divorzio potra’ essere ugualmente breve? Evidentemente no. La brevita’ della procedura e’ subordinata ad un consenso chiaro espresso da entrambe le parti. In caso di divorzio controverso i tempi restano quelli che sono attualmente, salvo – addirittura – ulteriori vertenze tra i coniugi. Se il divorzio sara’ breve, lo sara’ anche nei suoi aspetti patrimoniali? Lo sara’ ancora di piu’: la separazione dei beni tra i coniugi – infatti – parte dal momento della separazione davanti al giudice. Le procedure per accedere al divorzio continueranno a essere le stesse di prima? Si, perche’ le proposte di legge di cui parliamo, si limitano ad apportare modifiche solo all’articolo 3 (comma uno, numero 2) della legge sul divorzio (numero 898 del 1970). Si parla, quindi, esclusivamente della durata della separazione. La sostanza della norma, a suo tempo vidimata da un referendum resta la stessa. C’e’ il divorzio breve negli altri Paesi europei? Nella sostanza si’, anche se la legislazione in materia non e’ omogenea. La cosa piu’ importante e’ che altrove non si fanno due processi, come da noi, uno per la separazione e uno per il divorzio, ma si accede direttamente a quest’ultimo istituto. Comunque, dal rapporto della Commissione europea per l’efficienza della giustizia sullo stato dei sistemi giudiziari in 45 stati su 47 membri del Consiglio d’Europa, l’Italia si e’ aggiudicata la maglia nera per la durata dei procedimenti di divorzio: per le procedure di primo grado nel nostro Paese occorrono 634 giorni, il doppio di quanto serve in Germania e in Portogallo. Nella classifica, infatti, dopo l’Italia vengono la Francia (447 giorni), il Portogallo (325) e la Germania (321). In Spagna il tempo valutabile per l’ottenimento del divorzio varia fra i tre e i 6 mesi e la pratica puo’ essere sollecitata dopo un minimo di tre mesi dalle nozze. Non ci sono opposizioni a questo tipo di divorzio? Ci sono da parte di chi e’ contro il divorzio, in qualunque forma applicato. In questo senso la piu’ autorevole voce di dissenso e’ la Chiesa, la quale il mese scorso, attraverso un editoriale apparso sul quotidiano «Avvenire», aveva manifestato tutta la sua contrarieta’ a questa norma. D’altronde la Chiesa si era gia’ fieramente opposta al DIVORZIO breve quando fu presentato in Spagna. In che tempi la nuova norma potrebbe essere approvata? I tempi del Parlamento sono sempre incerti. Ora il provvedimento e’ in Commissione Giustizia alla Camera. Poi dovra’ essere votato dall’Aula. Dopo di che dovra’ subire lo stesso procedimento al Senato, senza intoppi e senza modifiche del testo. Se tutto fila liscio, potrebbe vedere al luce per la fine dell’anno.

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