I bambini e il gioco

Pubblicato da Dott.ssa Francesca Vottero Ris, psicologa a Torino

In campo pedagogico, il gioco secondo F. FROEBEL (1826) è un mezzo naturale per lo sviluppo della personalità del bambino, un atto creativo nel quale si liberano attività motorie, sensoriali e linguistiche, quello che sarà l’uomo di domani si forma nella prima infanzia. Il gioco quindi, è per il bambino un’attività scelta liberamente e per questo auto gratificante, ha la funzione di realizzare i desideri e nel gioco a differenza del lavoro la realizzazione è immediata. Per questi motivi il gioco del bambino va considerato, da parte dell’ adulto, un’attività privilegiata in quanto ricca di risorse di apprendimento e di relazioni.

Il gioco interviene in modo incisivo nello sviluppo cognitivo attraverso tutte le sue funzioni:

  •  è una forma privilegiata dell’attività motoria, lo sperimentare tutte le forme di gioco fisico consente al bambino lo sviluppo intellettivo in quanto vi è una stretta relazione tra motricità e intelligenza, lo sviluppo del pensiero parte sempre da una base motoria
  • favorisce la socializzazione mediante rapporti attivi e creativi su ambiti sia cognitivo che relazionale
  •  consente al bambino di trasformare la realtà passando dal piano della realtà al piano della fantasia e qui sciogliere ansie e tensioni e realizzare desideri
  •  sollecita la funzione simbolica, componente essenziale della cultura che l’uomo ha costruito e che il bambino deve apprendere
  •  contribuisce a costruire l’equilibrio affettivo,  attraverso il gioco simbolico il bambino esprime le sue esigenze interiori, realizza le sue potenzialità, si rivela a se stesso e agli altri in una molteplicità di aspetti, di desideri e di funzioni
  •  promuove lo sviluppo e l’arricchimento del patrimonio linguistico di ognuno.

Nel gioco si possono distinguere attività ludiformi, che non sono veramente “giochi” ma ne conservano la forma e vengono vissuti dal bambino con lo stesso impegno: egli sperimenta, esplora, immagina, ricerca, ipotizza e confronta in piena libertà. Queste attività sono:

  • il pasticciamento, il bambino di fronte a un nuovo materiale prova, sperimenta, tenta il suo utilizzo senza eseguire ordini precisi;
  • la manipolazione finalizzata, il bambino lavora con il pongo o con la plastilina o altro materiale a disposizione;
  • le attività grafico-pittorico, il bambino utilizza pennelli, tempere o acquarelli, il teatro dei burattini e delle marionette, il bambino dà voce alle sue paure, ansie o ai personaggi conosciuti, le attività sonoro-musicali, il bambino sperimenta strumenti, suoni, melodie e rumori imparando a distinguerli, ma anche tutte le esplorazioni e le ricerche, la raccolta e la seriazione di oggetti, ossia tutto ciò che può diventare gioco dell’apprendere.
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